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L'A. / Rachid Ouramdane
 Sin dalla fondazione della compagnia L'A, Rachid Ouramdane persegue un
progetto artistico che lega la danza al linguaggio documentaristico.
Le sue coreografie propongono una visione della politica ricca di
suggestioni. “_Ordinary Witnesses_” nasce dalle testimonianze delle
vittime di tortura e barbarie. «In questo nuovo lavoro ho voluto
analizzare le tracce che la violenza della Storia ha lasciato sulla
mente e sul corpo di chi ne ha fatto esperienza…Il mio nuovo
spettacolo inizia lì dove si era concluso il precedente. Ai confini
della civiltà e alla soglia della barbarie. La dove le persone
lasciano il territorio dell’umanità per finire tra le fauci della
tortura. Comporre un ritratto di chi ha subito tortura è un tentativo
di descrivere l’impresentabile… Per questo motivo ho voluto con me
danzatori con grandi doti di elasticità che potessero rappresentare
l’idea di un corpo ‘insopportabile’, direi quasi dei contorsionisti
capaci di assumere posizioni al limite dell’incredibile…Una metafora
del passaggio da una quotidianità banale a una situazione di rara
atrocità: una condizione che le persone che ho intervistato hanno
vissuto realmente».
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Ugo Dehaes
Dopo il grande successo del duetto “_Couple-like_” (2006) con Keren
Levi – che ha all’attivo oltre 100 repliche – e la magica pièce a più
mani dal titolo “_Forces_” (2008), il coreografo belga Ugo Dehaes si
avvale della collaborazione di otto ballerine per creare “_Women_”.
Louise Chardon, Marie De Corte, Ida De Vos, Miryam Garcia Mariblanca,
Sayaka Kaiwa, Kayoko Minami, Natascha Pire e Karin Vyncke danno vita a
una danza di grande impatto fisico e di rara intensità. Ugo modella i
movimenti delle ballerine e determina il loro respiro in modo tale che
il pubblico in sala riesce a sentire la pièce dentro di sé, a viverla
insieme alle interpreti. Distaccate dalla consueta prospettiva
maschile, le danzatrici formano un gruppo che mostra differenti
aspetti di sé; al tempo stesso, la coreografia permette ad ognuna di
loro – tutte donne tra i 30 e i 50 anni – di far emergere in modo
chiaro la propria personalità, dando un tocco autenticamente femminile
alla performance.
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Faso Danse Théâtre / Serge – Aimé Coulibaly
 Nella cultura africana tradizionale, musica, danza e teatro sono
inseparabili: essere sulla scena significa incarnare un personaggio,
significa danzare. Partendo da questo presupposto, nel 2002 è nata la
compagnia Faso Danse Théâtre. Il direttore artistico Serge-Aimé
Coulibaly non intendeva creare soltanto una compagnia di danza ma
anche uno spazio aperto all’incontro, alla riflessione e alla ricerca
sulla coreografia contemporanea in Africa. Secondo FDT, la coreografia
e, più in generale, l'arte sono innanzitutto espressione di un
impegno: la volontà di interrogare e di provocare una reazione; il
desiderio di sensibilizzare il pubblico su temi sociali forti
attraverso l'emozione provocata dallo spettacolo, la danza, il testo,
la musica e la scenografia; la decisione di ricorrere a un linguaggio
universale per interrogare, condividere, eliminare le barriere e far
conoscere la coreografia contemporanea africana, che trae la propria
originalità ed energia dalle forti radici tradizionali affiancate a
un'apertura nei confronti di tecniche e approcci diversi. “_Kohkuma 7º
sud_” è una riflessione sui conflitti interiori che si mettono in atto
per cambiare radicalmente la propria vita. Attraverso la danza, la
musica e la video animazione lo spettacolo indaga sulla lotta
interiore e sulle violenze represse, alla ricerca delle nostre paure,
in un viaggio poetico e coreografico attraverso personalità nascoste.
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Martina La Ragione, Valentina Buldrini
 _"Per me l'arte è un'ossessione della vita e poiché siamo degli esseri
umani, siamo noi il soggetto della nostra ossessione"._
Francis Bacon
Martina La Ragione e Valentina Buldrini presentano _WILL_ ovvero la
volontà di restituire al corpo tutto ciò che non dovrebbe_ _mostrare.
“Abbiamo iniziato a lavorare insieme dopo un’esperienza comune con la
coreografa israeliana Iris Erez all’interno della Gipsoteca del Canova
a Possagno. Da questo incontro sono nate le prime considerazioni su un
volere comune… _WILL_. Abbiamo iniziato ad ‘usarci’ per raggiungere un
proprio desiderio, con la volontà di restituire al corpo tutto ciò che
non ‘dovrebbe’ mostrare, una non-identità… tutto ciò che agli occhi di
chi guarda possa apparire ingiusto, strano, distorto. Abbiamo,
attraverso _WILL_, cercato il nostro spazio dell’errore. Abbiamo
ricavato una stanza, il luogo del non lecito. Abbiamo vissuto il corpo
come dimora concreta del mistero. Abbiamo trovato la vita del corpo
attraverso la relazione fra l’interno e l’esterno, con la volontà di
lasciare libero lo spettatore di osservare, di trovare il tempo di
ascoltare, di immaginare, di domandare, di…sbagliare, senza dover per
forza arrivare ad una soluzione drammaturgica univoca e irrevocabile”.
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Danza Contemporánea de Cuba
 *“**_Demo-N/Crazy_” *del coreografo catalano Rafael Bonachela, è un
lavoro dinamico e di grande impatto visivo, che impone ai suoi
interpreti un notevole sforzo fisico e una certa dose di agilità. Un
montaggio serrato che non dà tregua ai danzatori e probabilmente
neppure agli spettatori. L’opera ha per tema i rapporti umani, la
concorrenza, il lavoro di squadra, la coppia, l’amore, l’avversione,
le sfide, la solitudine; parla di molte cose e di niente, parla di ciò
che lo spettatore vuole o può vedere. Ma parla. Comunica idee,
sensazioni, metafore e sentimenti.
_*“casi”*_ «è un viaggio attraverso i desideri, le aspirazioni, i
sogni, le sconfitte, i vuoti e le delusioni che si provano in quella
dimensione fragile, difficile da definire e spesso confusa che si
situa tra l’essere sul punto di ottenere ciò che si vuole e lo
scoprire di aver perso quell’opportunità per un niente. Il mio punto
di partenza, in quanto europeo, è stato raccogliere gli aggettivi che,
spesso per ignoranza, utilizziamo per descrivere la Cuba che
immaginiamo. L’operazione è stata compiuta senza tagli né censure di
alcun tipo.... Ne è risultato un ritratto incompleto dell’essere umano
colto nel suo stato di maggiore vulnerabilità e abbandono…» (Juan Kruz
Diaz de Garaio Esnaola)
_*“Mambo 3XXI”*_ è profondamente radicato nel linguaggio della danza
moderna, con particolare riferimento alle tecniche di contatto, al
floor work, al flying low e alla street dance. Lo spettacolo nasce
dall’incontro tra la musica di Pérez Prado e la contemporaneità grazie
al talento coreografico di George Céspedes, assistito dai favolosi
ballerini di Danza Contemporánea de Cuba e dai musicisti creativi di
Nacional Electrónica che, partendo dall’estetica della musica popolare
cubana, si aprono a nuovi ritmi e sonorità, utilizzando l’elettronica
industriale degli anni Settanta, la techno, l’IDM, il trip hop, la
musica minimalista e il genere ambient.
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Zero Visibility Corp. / Ina Christel Johannessen
 zero visibility corp. è una delle principali compagnie di danza della
Norvegia, affermata a livello internazionale. Fondata nel 1996 porta
il segno inconfondibile della coreografa Ina Christel Johannessen il
cui lavoro artistico è contraddistinto da una straordinaria
espressività fisica e da una maestria tecnica che valorizza i
danzatori ma al tempo stesso sottolinea la complessità della
condizione umana, dando spazio ai sentimenti e alle emozioni di tutti
noi. “_(im)possible_” affronta l'eterno conflitto e il paradosso
insiti nella creazione di relazioni vere e autentiche. Il duo come
forma e la seduzione come strategia artistica vengono qui a
coincidere. Tutto è unito in questo spettacolo: vita e morte, gioia e
dolore, estraneità e intimità. Tutto sembra possibile e impossibile
allo stesso tempo. Il linguaggio della perfomance è acrobatico, dolce
e poetico, comico e procede più per onde visive che di narrazione.
Evoca più una forza, un impeto che una storia. La vita e l'energia (i
danzatori e i loro i corpi vivi) coabitano con un'assenza (la morte e
il vuoto). Una performance intensa capace di suscitare commozione e
turbamento, torpore ed euforia.
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Kidd Pivot Frankfurt RM / Crystal Pite
 Talento precocissimo, Crystal Pite è oggi una delle coreografe più
richieste. Nato dalla curiosità e dall’interesse della coreografa per
le forze invisibili che agiscono sul corpo e sulla mente, "_Dark
Matters_” è interpretato da sei straordinari danzatori e si avvale
della potente colonna sonora originale composta da Owen Belton. Lo
spettacolo si divide in due atti. Il primo descrive la tensione tra
creazione e distruzione utilizzando il linguaggio teatrale della
favola. Manovrati da misteriosi burattinai che guidano l’evolversi
della narrazione, gli interpreti riescono tuttavia a sovvertirne
l’artificio. Il secondo atto è danza pura, una coreografia che ambisce
all’impossibile purezza e grazia della marionetta mentre si dibatte in
questioni fondamentali come il libero arbitrio e il conflitto insito
nella manipolazione dall’esterno. Attraverso la suggestiva
incarnazione della materia oscura nel personaggio del misterioso
burattinaio, "_Dark Matters_” ci propone un inquietante ritratto
dell’ignoto, una performance che si offre a affascinante gioco di
decostruzione per rivelare gli elementi di cui è composta.
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Giulio D'Anna
 Quali sono le differenze tra la generazione del ’49 e quella dell’80?
Cosa raccontano due corpi essendo, allo stesso tempo, l’uno l’idea del
futuro e l’altro quella del passato? In “_Parkin’son_” gli interpreti
sono un terapista di 62 anni, senza una formazione in danza e un
coreografo di 31 anni: due generazioni a confronto, un padre e suo
figlio per raccontarsi attraverso il corpo. Padre e figlio D’Anna,
come se uscissero da una delle storie di “_Vite di uomini non illustri
_” di Giuseppe Pontiggia, esplorano la loro relazione sul palco: una
collezione di eventi personali, drammatici e non, che trovano la
propria testimonianza sulle linee della pelle e sulle forme di due
corpi legati dal sangue e dalla propria storia. Il progetto nasce dal
desiderio di usare “il limite” come fonte di possibilità e di
raccontare le due storie con la scansione cronologica delle vite
illustri, puntando all’esaltazione di momenti e fatti che, a un occhio
esterno, potrebbero non sembrare degni di nota ma che rendono
l’esistenza memorabile.
Giulio D’Anna fa parte di “Matilde. Piattaforma regionale per la nuova
scena marchigiana”. Un progetto di Regione Marche e AMAT.
_“Uno dei miei primi ricordi da bambino è mio padre che guida in auto
e canta ‘Il mondo’”…_
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Sidi Larbi Cherkaoui
 L'opera e la figura del visionario animatore e artista manga Osamu
Tezuka ha ispirato la creazione di “_TeZukA_”, la nuova opera di Sidi
Larbi Cherkaoui. Con un cast internazionale composto da 10 interpreti,
tre musicisti e un calligrafo, Cherkaoui esplora l'universo di Tezuka,
in cui tradizione e fantascienza si fondono con la realtà
contemporanea. In particolare, due delle storie manga dell’artista,
divenute celebri nella cultura popolare giapponese, _Astro Boy _e _
Buddha_, hanno ispirato la fantasia del coreografo nella creazione di
questa nuova opera. “_TeZukA_” si avvale di un colonna sonora scritta
per l'occasione dal pluripremiato compositore Nitin Sawhney; luci e
design sono di Willy Cessa; i costumi dello stilista Sasa Kovacevic.
Nel corso dello spettacolo, i disegni originali di Tezuka verranno
proiettati insieme alle immagini del video artist Taiki Ueda e alla
calligrafia d'arte di Tosui Suzuki. Grazie ai movimenti dei danzatori,
che tracciano fisicamente l'evoluzione del disegno di Tezuka – dalla
semplice linea su una pagina bianca al singolo kanji (carattere) a un
personaggio manga vero e proprio – Cherkaoui mette in scena la
filosofia, i disegni e i personaggi del “Dio del manga” infondendo
loro nuova vita.
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Premio Equilibrio Roma 2012
L’Auditorium ospita la quinta edizione del Premio Equilibrio Roma per
la danza contemporanea. Aperto ad artisti emergenti operanti in
Italia, il Premio invita a proporre progetti originali destinati a
evolversi in spettacoli di danza. I gruppi finalisti presentano
altrettanti studi di fronte al pubblico e a una giuria internazionale.
Il vincitore otterrà un contributo per la produzione dello spettacolo
e l’invito a presentarlo all’interno del Festival Equilibrio 2013.
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